Già so che chi mi conosce davvero, quando leggerà parte di ciò che sto per scrivere, riderà per una settimana.
Incoerente, inconcludente, non mi assumo responsabilità, mi nascondo dietro un dito, pesante, negativo, non ascolto, non mi metto nei panni dell’altro, filosofico, generico, egoista, assente, incostante, cattivo, brutta persona.
Questi sono solo alcuni degli aggettivi con la quale sono stato descritto. Almeno quelli che ricordo. Mi fa ridere quanto scritto perché, chi mi ha definito tale, sono le stesse persone che mi definivano l’esatto opposto. Stranamente, arrivava il cambiamento quando non ero più “utile”. Quando diventavo di troppo. Scomodo. Alla fine sono le stesse persone che mi hanno sfruttato e poi sono “scappate”.
La verità è che sono fin troppo coerente. Sempre in linea con la mia etica. Quando inizio qualcosa, la smetto solo quando la porto a termine. Anche al costo di diventare scomodo e fastidioso. Sono sempre in prima linea e, su ogni cosa, ci metto sempre la faccia. Determinato e testardo ma scambiato, o tradotto, con “pesante”. E qui mi verrebbe da chiedere se sono io pesante o loro superficiali. Negativo perché realista. Crescendo, quello vedi diventa tutto quello che conosci. Non importa se sia bello o brutto. Si chiama semplicemente realtà. Normalità.
Sei giudicato egoista e assente perché poi sei stanco. Perché inizi a capire, ad aprire gli occhi, a dare ascolto a quel sesto senso che poche volte, o addirittura quasi mai, sbaglia. E decidi allora di collocarti lì dove dovresti. Al primo posto.
Sono un grande ascoltatore. Spesso appaio estroverso perché socievole e loquace. Ma la verità è che sono un estremo introverso. Chiuso perché, in fondo, hai qualcosa da proteggere sotto quell’armatura. Sei sensibile. Parlo tanto ma non dico mai nulla. Ma finisco per essere scomodo quando poi apro bocca. Non sono perfetto e sono geloso. Mi da fastidio se sei troppo socievole quando saluti. Mettono le mani sui fianchi e ti stringono la schiena. Lasci loro addosso il profumo che hai. Abbraccio per metà perché importante.
Quando credi nell’idea di essere innamorato perso, ma finisci per pensare che da innamorato hai perso. Lo sguardo di chi ti ama più di te stesso ma non sa dirlo. Quando vuoi ancora un po’ di tempo e la possibilità di spiegare tutto quello che senti. Ma capisci che la verità non ha bisogno di spiegazioni. Quelli come me sono una costante nelle vite altrui. Pronti a dare tutto per un pizzico della loro felicità. Pronti ad assorbire tutto. A rispondere ad ogni grido d’aiuto. Ma noi non chiediamo mai aiuto. Perché chi aiuta quasi mai chiede aiuto. Ma li ammiro non giudico queste persone. Sarà per convenienza o no, ma ci vuole coraggio per chiedere aiuto.
Ti ritrovi quindi ad augurarti di guarire da quelle cose che non dirai mai a nessuno e a scappare anche da te stesso. E alla fine l’ho fatto anch’io. Ho avuto coraggio. Ho chiesto aiuto, a chi se ne intende.
Potrei continuare ancora per innumerevoli righe a raccontare, ma lascio il resto all’immaginazione e alla curiosità.
“Quelli come noi non si fidano mai, non ci credono mai.
Quelli come noi non si lasciano mai, non dimenticano mai.
Quelli come noi restano in silenzio ma non siamo ciechi.
Quelli come noi pensano troppo, vanno oltre. Vivono il futuro perché il presente è già passato.
Quelli come noi sono fiori sbocciati nel cemento.
Quelli come noi non tornano indietro. Camminano sui cocci di vetro sparsi sull’asfalto, mentre riflettono il tramonto e brillano come diamanti.”
“Essere diverso” non corrisponde quasi mai ad “essere peggiore”. In questo mondo di uguali le eccezioni spaventano.
Ragazzi non abbiate timore a chiedere aiuto a chi se ne intende. Parlate con loro piuttosto che a qualcuno nei momenti intimi. Che magari, domani lo racconterà ad un altro. Siate sempre chi siete. Perché tanto, qualunque cosa siate e qualunque cosa facciate, vi giudicheranno sempre a seconda delle loro esigenze. In base al periodo che stanno vivendo. Differenziate chi vi dice di essere rari da chi vi reputa e fa sentire tali. Perché nessuno che vi reputa rari vi lascia scivolare tra le dita. E sono quelle le mani che vi stringeranno forte ma senza farvi alcun male. E voi, tenetevi queste persone altrettanto strette.
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